DESIDERI ESISTENZIALI E BUON SENSO

DESIDERI ESISTENZIALI  E BUON SENSO

L’homo sapiens, già lungamente animale è diventato potenzialmente consapevole, giudizioso e desideroso di dire e fare ciò che pensa della sua vita.  Fa anche tante cose vitali senza pensarci, come fa anche nel mangiare e nel camminare: mangia e cammina pensando ad altro. Spesso fa tante cose che non hanno cognizione dei suoi desideri esistenziali e non gli danno soddisfazione per ciò che dice, fa e pensa della sua vita, ma lo legano alla gogna esistenziale. Si porta dentro, nell’inconscio, nel subconscio e nel corpo le sue esperienze, che può richiamare alla sua mente. Pensa al domani ed è spesso assente dal presente. Manipola, trasforma ogni cosa allenando il suo potere vincente sulla percezione della sua insignificanza, ma la natura non gli fa sconti e lo tiene impegnato alla lotta per la sopravvivenza, anche se non ci pensa, intervenendo con il suo istinto, reattivo all’occorrenza.

Tra le tante cose che fa in poche trova la soddisfazione esistenziale e più spesso gli procurano tensioni muscolari confusioni nella mente, stress, e malattie. Vive come alieno, che non trova il tempo per se stesso, per i suoi desideri esistenziali e per la sua salute.

Le azioni automatiche posso risultare non orientate, insufficienti e non redditizie  al benessere fisico e esistenziale personale. Di esse la mente analitica non ne assume la guida, anche se interferite da contrazioni muscolare e da vortici nella mente analitica. Il buon senso è indicativo di consapevolezza e volontà. Le azioni automatiche favoriscono l’intervento dell’istinto, orientato al piacere a alla sopravvivenza, di cui il cibo ne è un simbolo, ma non è capace di buon senso, nel senso dei desideri esistenziali e del bisogno di salute.

Nel comportamento automatico della persona, intervengono fattori abitudinari e stimoli istintivi, come il principio dinamico e universale a sopravvivere, che ostacolano  la mente analitica e evoluta dell’homo sapiens, nel fare le sue scelte di buon senso. I comportamenti abitudinari possono sfociare in dipendenza, che determina comportamenti impulsivi e gravi malattie.

La persona obesa sa bene che il suo rapporto con il cibo non è orientato dal buon senso e ne avverte la minaccia in qualcosa che non riesce a governare ragionevolmente. L’insoddisfazione esistenziale lascia spazio alla percezione di un pericolo imminente, che impedisce di sopravvivere e attiva lo stimolo istintivo a sopravvivere mangiando. Questo è un caso non di buon senso, ma nel senso del significato istintivo di sopravvivere alla minaccia della fame mangiando.

L’obesità non può essere curata con la fame, ma con il buon senso, quando a monte dello stimolo istintivo a mangiare c’è la paura di non farcela a sopravvivere e/o la insoddisfazione esistenziale.

La mente fisio animale istintiva e reattiva  preclude, alla mente analitica e evoluta, di intervenire nel modificare i comportamenti automatici registrati nel subconscio. I comportamenti automatici sono ripetizioni di registrazioni di esperienze fisiche e emotive precedenti. Sono le difficoltà di governare il cambiamento abitudinario, incontrate dalla mente analitica, che aprono la strada all’impulso istintivo che ha il significato salvifico nel mangiare.

Le situazioni non analizzate, dalla mente evoluta e ragionevole, percepite penalizzanti, attivano reazioni impulsive, automatiche e non premeditate.Il problema obesità insiste sull’interferenza, nel corpo e nella mente analitica capace di scelte oculate, nella persona obesa. L’interferenza non consente alla mente analitica dell’homo sapiens di intervenire volontariamente nelle decisioni e nei comportamenti della persona. Essa si attiva da stimoli non volontari e incontrollati, provenienti dal subconscio, in coincidenza del rapporto automatico della persona con il suo stile di vita e con il cibo. Il percorso del buon senso, e lo stile di vita salutare soddisfano i bisogni esistenziali della persona. Inizia con il sublimare, nella mente, le energie vitali e istintive nelle energie vitali, che attivano la potenziale volontà di dire e fare, ciò che pensa, in direzione del buon senso. Esso porta al benessere in corpo, mente e spirito e alla soddisfazione esistenziale della persona, che aspira a sentirsi realizzata.

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