IL SEMINATORE DI BENE COMUNE

Il seminatore di bene comune ha un’intesa con la natura.

La persona esiste nel raccolto di ciò che semina.Vi è intesa tra l’intelligenza della natura e l’intelligenza dell’homo sapiens con la differenza che la natura è coerente con le sue leggi mentre l’homo sapiens è coerente con la sua capacità adattativa alla soddisfazione dei suoi bisogni e desideri, manipolando ogni cosa.La semina di derrate fu la prima intelligente intuizione previdente a lungo termine, dell’homo sapiens a garanzia della sua sopravvivenza. E’ ciò che accade quando l’ uomo cercatore di derrate e raccoglitore nomade, camminando sulla strada della sua evoluzione in homo sapiens prende consapevolezza dei cicli riproduttivi con cui la natura si manifesta e si rinnova. E’ l’uomo evoluto nei pensieri che di necessita ne fece virtù immagina la semina nell’intesa con la natura. La conoscenza e la fiducia acquisita in se stesso gli consentono di correre il rischio nella semina, ma anche la certezza della condizione in cui si trova di “chi non semina non raccoglie.” Tra queste riflessioni e prese di consapevolezza sperimenta anche l’emozione positiva per la visione nella immaginazione di soddisfazione esistenziale e di vita migliore favorite anche dal possibile raccolto di derrate. I suoi pensieri, la volontà, la vincente immagine di se stesso che si afferma, le emozioni positive aprono  alla disponibilità a partecipare nei cicli riproduttivi della natura. La visione del futuro favorevole alla sopravvivenza della sua specie alimentava le emozioni positive che promuovono in certezze la speranza e l’azione. Tra dubbi e certezze emerge la sua responsabilità nelle risposte alle evenienze operative. A queste risposte provvede l’insegnamento rinevuto nelle esperienze euristiche che insegnano il mestiere e disegnano nella mente del discente apprendista l’immagine di se stesso creativo. Procedendo nel suo fruttuoso apprendimento si è ritrovato abbagliato dalla mitica luce del successo. Vero è che l’homo sapiens  vincente semina per raccogliere benessere fisico e esistenziale. L’interferenza della presunzione del successo dell’immagine di onnipotenza di se stesso corrompe l’interesse per la naturale della saggia persona. L’interesse per il mito nell’immagine di se stesso porta ad asservire ogni cosa e se stesso allo stesso mito. Vero è anche che il seminatore di bene comune è la persona socievole esiste nel suo raccolto di “bene comune”, non nel personale figurino.

 Il bene comune è la prole dell’intesa nella semina tra l’homo sapiens seminatore  e la natura madre.

Resta il dilemma dell’inquinamento delle scelta dell’ homo sapiens tra essere  bene comune oppure vanità. Il raccolto di chi semina è bene comune, come ogni pietanza portata sulla tavola e ogni altra cosa di uso comune, tra cui il modo di fare, la salute di ognuno di noi.

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